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Tracce – EP5
Paola Lorenzi

Un articolo di Luca Sgarro

L'impresa, prima ancora dell'azienda.

Ci sono aziende che entrano nella vita attraverso una firma sul contratto. Altre che arrivano molto prima, quando ancora non si ha l’età per comprenderne il significato.

Per Paola Lorenzi, ELMEC non è mai stata soltanto il luogo in cui lavoravano i suoi genitori. Era una presenza quotidiana, quasi un membro della famiglia. Le conversazioni durante i pranzi, le preoccupazioni per un investimento, gli obiettivi condivisi tra le mura di casa rendevano l’impresa parte della normalità domestica. Prima ancora di conoscere il linguaggio dell’economia, aveva imparato quello della responsabilità.

Eppure la sua storia non comincia in azienda.

Per sette anni sceglie un’altra strada, lavora nel settore bancario, costruisce un’esperienza lontana dall’impresa familiare. È una distanza necessaria. Solo uscendo da quel contesto comprende che tornare non significa continuare il percorso dei genitori, ma poter costruire il proprio.

Il passaggio decisivo arriva quando capisce che è possibile fare impresa senza rinunciare alla propria identità.

L'altra idea di imprenditore.

Nel racconto di Paola Lorenzi emerge una parola che ritorna più volte, anche quando non viene pronunciata: congruenza.

Per anni, racconta, ha faticato a riconoscersi nell’immagine tradizionale dell’imprenditore. Una figura spesso associata esclusivamente al profitto, alla crescita economica, allo status.

Quella definizione le appariva incompleta.

Solo incontrando altri imprenditori ha scoperto un modo diverso di interpretare questo mestiere. Persone capaci di tenere insieme sostenibilità economica e responsabilità umana, risultati e valori, competitività e relazioni.

È lì che trova finalmente il proprio posto.

Essere imprenditrice, per lei, significa certamente garantire solidità all’azienda, ma significa soprattutto costruire un’organizzazione nella quale le persone possano riconoscersi.

L’economia rappresenta la condizione necessaria perché un’impresa viva. I valori sono ciò che le permette di avere un significato.

Tracce - Episodio 5 - Paola Lorenzi - El.Mec.

L'insegnamento arrivato molto prima del lavoro.

Tra tutti gli episodi della sua vita imprenditoriale, Paola Lorenzi non sceglie un contratto importante né una decisione strategica. Torna indietro fino all’età di sei anni.

Il padre cade dal tetto durante un intervento presso un cliente. L’incidente è gravissimo. Per mesi rimane immobilizzato. Ai familiari viene detto che probabilmente non avrebbe più potuto lavorare. Per un bambino, un episodio simile potrebbe diventare il ricordo della paura.

Per lei diventa invece il primo insegnamento sull’impresa.

Osservando i genitori comprende che una difficoltà può essere affrontata in due modi: subirla oppure utilizzarla come occasione per fermarsi, riflettere e migliorare. È una lezione che continuerà ad accompagnarla molto dopo, quando entrerà in azienda e dovrà affrontare sfide completamente diverse.

Da allora ogni ostacolo smette di essere una condanna e diventa una domanda.

La gratitudine verso chi ha creduto e verso chi non lo ha fatto.

È uno dei passaggi più sorprendenti del suo racconto. Quando le viene chiesto chi l’abbia sostenuta nel proprio percorso, la risposta non distingue tra alleati e oppositori. Entrambi, dice, hanno avuto un ruolo.

Chi ha creduto nelle sue capacità le ha dato fiducia. Chi le ha messe in discussione le ha imposto di verificare se quelle critiche contenessero qualcosa di vero. La crescita, osserva, nasce anche da questo.

È difficile trovare un’impostazione così distante dalla logica contemporanea dello scontro permanente. Nel suo racconto non esistono antagonisti da sconfiggere, ma persone che, in modi diversi, hanno contribuito a definirne il percorso.

La gratitudine comprende entrambe.

Competere senza perdere eleganza.

Quando il discorso si sposta sul settore della manutenzione industriale, il tema cambia ma la prospettiva rimane la stessa.

Paola non mette in discussione il valore della concorrenza. Al contrario, la considera uno stimolo indispensabile al miglioramento.

Ciò che contesta è il modo in cui, talvolta, questa competizione viene interpretata.

Le scorciatoie, gli sgambetti, la ricerca del vantaggio attraverso la difficoltà altrui non raccontano la forza di un’impresa. Raccontano piuttosto la fragilità di chi li pratica.

Per questo preferisce rivolgere lo sguardo altrove.
Verso il miglioramento continuo.

È lì che, secondo lei, si gioca la vera competizione.

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Seguire le proprie tracce.

Alla domanda su chi vorrebbe raccogliere il proprio testimone, la risposta sorprende ancora una volta.

Non indica un figlio, un collaboratore, un successore. Dice semplicemente che vorrebbe essere lei stessa a continuare a seguire le proprie tracce. Non è una risposta individualista. È il riconoscimento che il primo compito di un imprenditore consiste nel non smettere mai di evolvere.

Ascoltare sé stessi, osservare il mercato, imparare dai collaboratori, costruire una comunità di persone che condividano gli stessi valori. Le tracce, suggerisce, non sono qualcosa che si lascia alla fine del cammino.

Sono il modo in cui si decide di camminare ogni giorno.

Tracce - Episodio 5 - Paola Lorenzi - El.Mec.

L'unico confronto che vale davvero.

Alla fine del racconto rimane una frase che restituisce il senso dell’intero percorso. Se qualcuno dovesse raccontare la sua storia, vorrebbe che dicesse di una persona così impegnata a migliorare sé stessa da non avere tempo per cercare i difetti degli altri.

È una conclusione che va oltre l’impresa. Perché racconta un modo di stare nel lavoro, nelle relazioni e nel mercato. Un modo che non elimina la competizione, ma la riporta nel luogo da cui dovrebbe sempre partire: il confronto quotidiano con la versione di sé che si era il giorno prima.

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Tracce - Episodio 5 - Paola Lorenzi - El.Mec.
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