Un evento aziendale dura qualche ora o qualche giorno.
Il video reportage è quello che resta, e lavora per mesi.
Convention, meeting interni, sfilate, serate con i clienti: sono momenti in cui un’azienda mostra chi è. Le persone ci sono, l’energia c’è, ma il giorno dopo tutto è già passato.
Un buon video reportage non è la registrazione dell’evento. È un racconto montato, che si può mostrare a chi non c’era, riusare sui canali dell’azienda e riprendere in mano l’anno dopo, quando si organizza l’edizione successiva. Per farlo bene servono alcune scelte prima, durante e dopo.
Prima dell’evento si decide cosa raccontare
La prima cosa da definire è l’obiettivo del video e il pubblico a cui si rivolge: coinvolgere i collaboratori e raccontare la vita aziendale, oppure comunicare all’esterno per presentare il brand e raggiungere nuovi clienti.
Definito l’obiettivo, si prepara una scaletta con i momenti chiave, le persone da riprendere e gli ambienti più adatti. Si condividono inoltre con gli organizzatori orari, permessi, accessi e possibili limitazioni alle riprese, così da arrivare preparati e gestire ogni imprevisto.
Durante l’evento: esserci senza farsi notare.
Per il Diesel Store Managers Meeting 2021, tre giorni con team leader e store manager da tutta Europa, abbiamo seguito le sessioni plenarie e le attività collaterali con un approccio da reportage: camera leggera, presenza discreta, attenzione alle reazioni delle persone più che al palco. L’obiettivo non era documentare e basta, ma cogliere l’atmosfera di condivisione e la sinergia tra le persone. Il risultato è un video che racconta il lato umano del brand e che è diventato uno strumento di comunicazione interna.
Per la sfilata Diesel Spring Summer 2023 alla Milano Fashion Week il lavoro era diverso: movimenti di camera fluidi, dettagli rubati nel backstage, sguardi lontani dalla passerella. Due eventi, due linguaggi, lo stesso principio: chi riprende non deve cambiare quello che succede. Se le persone si accorgono troppo della camera, si mettono in posa e il racconto perde verità.
Dopo l’evento il montaggio fa il racconto
Il girato di un evento è sempre più lungo del necessario. In montaggio si sceglie il ritmo: serrato per un contenuto social, più disteso per un video da mostrare in apertura del meeting successivo. Nel reportage della sfilata Diesel è la voce di Renzo Rosso a guidare lo spettatore; in altri casi bastano musica e immagini. Color grading e sound design fanno il resto: danno al video un’identità coerente con quella del brand, così che lo si riconosca anche senza logo.
Dallo stesso materiale, se lo si prevede in partenza, nascono più contenuti:
- Video principale: due o tre minuti per raccontare l’evento intero.
- Versioni brevi: verticali per Instagram e LinkedIn, pronte nei giorni successivi.
- Momenti singoli: un intervento, una premiazione, un saluto, da usare quando servono.
Un evento si fa una volta. Il racconto resta.
Se state organizzando una convention, un meeting interno o una serata per i vostri clienti, pensate al video prima della data, non dopo. Un’ora di confronto con chi organizza vale più di una giornata di riprese in più. Bastano poche decisioni condivise per avere un reportage che funzioni davvero. Qui puoi scoprire come lavoriamo sui video reportage di eventi aziendali.
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